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Yesterday, la recensione: il mondo senza Beatles raccontato da un film senza sorprese

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Danny Boyle torna al cinema con una commedia musicale e romantica che immagina un mondo in cui nessuno ricorda i Beatles, tranne un giovane musicista squattrinato: la recensione di Yesterday.

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Correva l’anno 1984 e gli Stadio predicevano - non senza una certa dose di paternalismo - la trama dell’ultimo film di Danny Boyle, una commedia che segna il ritorno del prolifico regista a un cinema più brillante e popolare, dopo il sequel di Trainspotting e film più impegnati come Steve Jobs e 127 ore.

Correvano gli anni ’80 e gli Stadio raccontavano cosa significhi invecchiare in Chiedi chi erano i Beatles. La domanda veniva posta a una ragazzina 15enne che rispondeva “i Beatles non li conoscono, neanche il mondo conosco”, e chiedeva a chi li aveva girati nel giradischi, gridati, ascoltati e aspettati di spiegarle chi fossero mai questi Beatles e non solo a parole.

Soprassedendo all’iconografia vagamente sessista della ragazzina “bellina con lo sguardo garbato, gli occhiali e la vocina” (mai nessuno che domande del genere le ponga ai maschietti, vuoi forse togliere ai vecchi saggi della musica italiana il privilegio di fare un po’ di mansplaining in una loro hit di successo?), nel 2019 a quel distopico appello risponde Danny Boyle. Cancellando la memoria collettiva dei Beatles, Yesterday finisce in realtà per raccontarne l’impatto culturale e positivo che hanno ancor oggi i quattro ragazzi di Liverpool sulla musica e sulla società occidentale e in particolare inglese.

I protagonisti di Yesterday si incontrano nella hall di un hotelHDUniversal
Yesterday è una commedia musicale che parla anche di un grande amore mai realizzatosi

In un mondo senza Beatles

Rassicuriamo gli Stadio: per quanto i giovani millenials turbino le generazioni precedenti, pare che anche loro abbiano una certa nozione di chi siano e cosa abbiano fatto i Fab Four. Infatti per cancellarli dalla memoria collettiva serve un misterioso, imprecisato black out mondiale, che lascia l’intero globo al buio per una manciata di secondi. Proprio in quel momento Jack Malik (Himesh Patel) finisce per scontrarsi con un autobus, al termine di una giornata che ha sancito ancora una volta il suo fallimento come cantautore, lasciandolo più scoraggiato che mai.

Risvegliatosi in un letto d’ospedale senza un paio di denti e con la bicicletta distrutta, Jack trova al suo fianco l’incantevole Ellie (Lily James) una maestra elementare e amica di infanzia che gli fa da manager e che è “segretamente” innamorata di lui da sempre. Pian piano Jack si rende conto di ricordare oggetti, eventi storici e gruppi musicali che il resto del mondo ha dimenticato. Google alla mano, scopre sconcertato che la Coca Cola e Harry Potter non esistono più, ma soprattutto i Beatles non sono mai esplosi a livello musicale, forse nemmeno mai esistiti.

Himesh Patel e Lily James in una scena di YesterdayHDUniversal
Himesh Patel e Lily James sono i protagonisti della pellicola, eterni amici con quel qualcosa in più di inespresso

Stupito, sconcertato e poi sedotto dall’idea di “prendere in prestito” qualche pezzo di John, Ringo, Paul e George per tentare di sfondare, il protagonista ricostruisce tramite memoria e post-it i più grandi album della band. Grande musica non mente: nel giro di poco tempo e grazie all’intercessione di Ed Sheeran, il ragazzo conquista una fama planetaria. Il rimorso per il furto d’autore, l’allontanamento da Ellie e qualche persona meno smemorata del previsto busseranno però alla sua porta.

Divertimento come usato sicuro

Si ride durante la visione di Yesterday, moderatamente e con leggerezza. Non si può dire che il film non abbia qualche trovata brillante, ma bisogna ammettere che una volta impostato l’impianto narrativo (Jack scopre un qualcosa che è stato dimenticato, usa Google, trova un risultato strano o suscita una reazione perplessa, risata del pubblico) non svolta mai in una direzione che non sia ampiamente prevedibile.

Himesh Patel canta durante un concerto HDUniversal
Il lato contemporaneo della scena musicale in cui Jack diventa improvvisamente famoso è molto banalizzato

Il vero messaggio del film, più rassicurante di così non si può. Sì, la musica dei Beatles è talmente eccelsa che anche oggi avrebbe un successo fragoroso, istantaneo ed epocale. Sì, un mondo senza la stessa sarebbe più grigio e peggiore. Di fatto Yesterday manca completamente della complessità necessaria a interrogarsi su quanto il cambiamento della fruizione della musica e della vita stessa degli artisti possa mettere in crisi questo granitico assunto. I social ci sono, così come gli MP3 e lo streaming, ma ogni possibilità di problematizzazione viene sciacquata via a suon di manager e industria musicale nei panni del cattivo grottesco, esagerato, irrealistico, che mette in forse la plausibilità stessa della storia.

Appogiandosi pesantemente a battute strettamente legate al presente e alla presenza di Ed Sheeran nel ruolo di sé stesso (che comunque, non essendo attore, un po’ fatica a sostenere), Yesterday è un film ancorato all’ora e all’adesso. La pellicola lascia pochissimo a livello cinematografico e si limita ad intrattenere il pubblico con le canzoni dei Beatles, senza mai rendere davvero giustizia al loro impatto musicale, politico e sociale, senza interrogarsi nemmeno troppo sull’atto compiuto del protagonista. Assolvendo quest'ultimo e avviandolo a una risoluzione da film sentimentale, Yesterday si rivela per quello che è: un film di facili e veloci sentimenti, che non lascia nulla nel cuore e nella mente dello spettatore se non l'eco di qualche risata.

Himesh Patel e Lily James in studio di registrazione in YesterdayHDUniversal
Yesterday non si soffermai mai troppo nell'interrogarsi se i Beatles avrebbero successo anche nel 2019

Yesterday arriverà nelle sale italiane il 4 luglio 2019.

Voto5,5/10

Danny Boyle punta alla veloce gratificazione musicale e romantica fornita dallo strepitoso accompagnamento musicale del suo omaggio ai Beatles, realizzando un film leggero, istantaneo e inconsistente.

Elisa Giudici

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