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La corazzata Potemkin tra le opere che perdono il copyright nel 2019

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La pellicola russa, protagonista della gag più iconica de Il secondo tragico Fantozzi, ha ufficialmente perso il copyright il primo gennaio scorso.

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La corazzata Potemkin diventa di dominio pubblico. La pellicola russa, prodotta a Mosca e presentata nel dicembre del 1925, rientra infatti nell'elenco di tutte quelle opere che, dal primo gennaio del 2019, hanno perso il copyright. Il lungometraggio, che ripercorre in maniera leggermente rielaborata i fatti che hanno portato alla Rivoluzione russa dei primi anni del '900, viene privato di ogni limitazione per riproduzione, trascrizione ed utilizzo a seguito della scadenza dei 70 anni trascorsi dalla morte di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, regista e sceneggiatore del film ambientato nel 1905.

In Italia La corazzata Potemkin è nota soprattutto per l'importanza che assume nello svolgimento della trama de Il secondo tragico Fantozzi: in occasione di una importante partita tra la Nazionale e l'Inghilterra, infatti, il ragioniere più amato d'Italia si vede costretto ad abbandonare la visione della sfida per recarsi alla proiezione di uno dei film scelti dal professor Guidobaldo Maria Riccardelli, appassionato di cinema d'arte. Nell'occasione era stato scelto un importante film di origini cecoslovacche.

Così, armato di radiolina portatile, Fantozzi e famiglia si recano al cineforum aziendale, non prima che il ragioniere abbia sfondato la finestra di una abitazione per chiedere chi avesse colpito il palo tra Italia e Inghilterra. Giunti sul posto, il professor Riccardelli annuncia il mancato arrivo della pellicola programmata, optando proprio per la proiezione de La corazzata Potemkin. Tra gli spettatori, però, il malcontento cresce di continuo, fino ad arrivare al momento in cui, con un esemplare atto di coraggio, Fantozzi sale sul palco per urlare una frase che diventerà icona del cinema italiano di genere.

La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!

La presa di posizione di Fantozzi porta tutta la platea a ribellarsi, legando il professor Riccardelli e bruciandone tutte le pellicole che tanto avevano annoiato i dipendenti dell'azienda. Per il ragioniere, invece, scattano i celeberrimi 92 minuti di applausi. La ribellione, però, si chiude nel modo peggiore, con tutti gli impiegati che si ritroveranno poi costretti a girare la famosa scena della carrozzina sulla scalinata Potemkin di Odessa, Ucraina.

Per quanto riguarda la questione copyright, invece, il 2019 rappresenterà un anno di svolta: come riferito da Il Post, infatti, scadrà il Mickey Mouse Protection Act, che nacque su forte spinta della Disney per salvaguardare i diritti su Topolino, così come per altre opere le cui tutele sarebbero scadute nel 2005. Diverranno di pubblico dominio, quindi, opere di Agatha Christie, Virginia Woolf, Joseph Conrad e Marcel Proust, giusto per citarne alcuni.

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