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Dio esiste e vive a Bruxelles, trama e significato del film

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Cosa succederebbe se Dio fosse sadico e cattivo e sua figlia provasse a salvare l'umanità sabotandogli il computer? Ecco tutto quello che c'è da sapere su Dio esiste e vive a Bruxelles.

Una scena di Dio esiste e vive a Bruxelles Wonder Pictures

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Il film belga Dio esiste e vive a Bruxelles è una commedia irriverente del 2015. Diretta da Jaco Van Dormael, la pellicola ha ricevuto recensioni molto positive ed è stata in corsa per l'Oscar al miglior film straniero nel 2016. La storia, surreale, parla di un "Nuovo Nuovo Testamento" riscritto in epoca contemporanea, in cui Dio è un uomo crudele che vive alla periferia di Bruxelles e fa del male all’umanità grazie a un vecchio computer. Per fortuna i suoi figli (Gesù, ma soprattutto Ea) sono disposti a tutto per salvare il mondo dalle sciagure imposte dal loro padre.

Dio è interpretato da Benoît Poelvoorde, sua moglie da Yolande Moreau e sua figlia Ea da Pili Groyne. Del cast fa parte anche l'attrice francese Catherine Deneuve nei panni dell'apostola Martine, persuasa da Ea a tradire suo marito con un gorilla.

La trama e il finale

Una scena di Dio esiste e vive a BruxellesHDWonder Pictures
Il dio del film è sadico e fumatore

Ai giorni nostri nessuno lo immagina, ma Dio vive tra di noi in carne ed ossa. È un uomo sciatto, scorbutico e sadico e vive con la sua famiglia a Bruxelles, in un piccolo appartamento. Sua moglie è sottomessa e la figlia Ea, che vorrebbe ribellarsi, è costretta a subire i soprusi del genitore. Dio ha il proprio studio, una stanza con un computer, dove regola le vite degli uomini e infligge dolore, sfortuna e disperazione, un po’ come avviene nelle Leggi di Muphy (“Se qualcosa può andare storto, lo farà”). Nel tempo libero, quando non è occupato a tormentare gli uomini, l’Onnipotente si sdraia sul divano a fumare, bere birra e guardare la TV.

Un giorno Ea entra clandestinamente nella sua stanza e invia a tutti gli uomini le loro date di morte via SMS: viene scoperta e scatena la furia del padre, cosa per cui decide di fuggire. Intanto nel mondo le reazioni alle date di morte sono le più disparate e controverse: c'è chi non ci crede e chi ci crede fin troppo, sfidando la sorte.

Sulle orme del fratello maggiore JC (Jesus Christ), disprezzato dal padre per aver voluto incontrare gli uomini ed essere morto in croce per loro, Ea scappa di casa e sbuca in una lavanderia a gettoni, dove comincia la sua opera di proselitismo per fondare un “Nuovo Nuovo Testamento”. Dopo aver trovato un barbone, Victor, che potrebbe essere lo scriba delle nuove scritture, con il suo aiuto Ea recluta sei apostoli, che aveva precedentemente scelto dal PC del padre: Aurélie, una giovane donna solitaria; Jean Claude, un uomo costretto a svolgere un lavoro che non ama; Marc, un erotomane dipendente dal porno; François, un assassino che quando vengono divulgate le date di nascita spara sulla folla per dimostrare che non esiste un’entità superiore; e infine Willy, un bambino malato a cui rimane poco da vivere e che vorrebbe vestirsi da bambina. Ea entra in contatto con ognuno di loro e li convince, in modi più o meno ortodossi, a cambiare vita.

Attenzione! Possibili spoiler!

Esasperato dalla ribellione di Ea, Dio abbandona la sua postazione per scendere nella città belga a cercarla. Senza computer, però, non ha più i suoi poteri e si trova ostacolato da una serie di situazioni. A casa è rimasta solo la moglie che, distrattamente, mentre fa le pulizie, stacca la corrente al computer del marito, causando un riavvio del sistema. La donna viene accettata come “Nuovo utente” e prende il comando del mondo al posto del marito. Elimina immediatamente il male, la morte (sospende le date a un momento da destinarsi) e salva concretamente l’umanità, mentre Ea e i suoi apostoli sono al mare tutti insieme ad attendere la morte di Willy. La nuova dea ha uno spirito naif e si diverte a colorare i cieli con cornici digitali. Intanto Ea si gode i frutti del proprio operato, Victor scrive il Nuovo Nuovo Testamento e diventa ricco, mentre Dio, scambiato per un clandestino, viene mandato in Uzbekistan. 

Il significato

Ea in una scena di Dio esiste e vive a BruxellesHDWonder Pictures
Ea pronta a sabotare il padre

Sono due i temi che il regista mette in scena in questa surreale e divertente commedia europea, che è stata montata nelle stesse ore in cui a Parigi si compiva la strage nel giornale Charlie Hebdo.

Il primo si basa su una domanda ancestrale: Perché Dio se è buono e onnipotente permette il male? Biblicamente questo quesito se l’era posto Giobbe millenni fa, razionalizzando le sventure come prove da superare per mostrarsi fedele all'Onnipotente. Anche il cristianesimo e la teologia dei secoli successivi hanno interpretato i dolori come un modo per mettersi alla prova, arrivare alla fine della propria vita e conquistare la salvezza eterna.

Jaco Van Dormael preferisce raccontare un Dio più terreno, una persona non solo normale ma anche sciatta e disordinata, crudele e fastidiosa, sadica e insopportabile. Sono le tecnologie il mezzo con cui si governa il mondo e senza il proprio PC Dio è completamente inutile. Lo spunto della tecnocrazia, però, è solo accennato e le macchine contemporanee sono preponderanti ma sempre dirette dalla volontà umana (o divina). Il modo per salvare l’umanità allora qual è, se la morte in croce di Gesù non è stata abbastanza? La risposta del regista belga sembra essere scanzonata e nichilista, perché alla fine al comando, al posto del vecchio Dio, mette una donna senza spina dorsale e con la testa tra le nuvole, dal gusto kitsch ma dall’anima buona.

Il secondo è un tema meno ultraterreno, e di per sé non originale, ma trattato in modo interconnesso con il primo: cosa farebbe l’uomo se sapesse la propria data di morte? Cercherebbe di fare qualcosa di buono per gli altri, si godrebbe gli ultimi momenti nel piacere assoluto o sfiderebbe l’entita superiore, provando a suicidarsi prima? Questa domanda non può avere una risposta unitaria.

E il regista Van Dormael, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha voluto parlare del tema a cuor leggero, senza troppi condizionamenti.

Non mi sono mai preoccupato. Sarò incosciente, ma non ho mai pensato che questo film fosse pericoloso per chi lo faceva solo perché in scena ci sono Dio, Gesù, il Nuovo Testamento, ecc… Nell’interpretare un dio in ciabatte e scurrile non penso d’esser stato blasfemo. Vedendo questo film invece ci si diverte e si riflette.

Che ne pensate? Vi è piaciuta questa scoppiettante commedia?

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