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Star Trek: tutte le serie TV e i film e l'ordine in cui guardarli

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Star Trek non ha solo scritto la storia di piccolo e grande schermo: ha scritto anche la nostra storia, dato impulso alla ricerca scientifica, inciso parole e personaggi nella cultura popolare e nell'immaginario collettivo. Ecco tutta la saga trek.

Star Trek: tutti i capitani di cinema e TV CBS, Paramount Pictures

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Lo scorso 8 settembre, Star Trek ha compiuto 52 anni. Oltre mezzo secolo dalla messa in onda del primo episodio di quella che oggi conosciamo come la serie classica.

Un traguardo invidiabile, considerando che a più di mezzo secolo dalla sua nascita è ancora fra i franchise di fantascienza più amati e seguiti di sempre.

Nato dall’immaginazione del grande Gene Roddenberry, il mondo di Star Trek ha debuttato nel 1966 con la serie classica, per poi ampliarsi ed espandersi nel corso dei decenni con altre serie TV e una lunga serie di film.

Star Trek ha scritto la storia del piccolo schermo, ma anche della scienza - dando nuovi input alla ricerca e ispirando gli scienziati di tutto il mondo per nuove invenzioni, a partire dal telefono cellulare che la serie classica ci aveva mostrato nella versione “rozza” del comunicatore.

Entrata di diritto nella cultura popolare, ha dato vita a un fandom attivo e fedele degli anni, che ha fatto degli ideali della serie l'aspirazione per un mondo migliore, basato su una collaborazione fra tutti gli esseri umani per l’esplorazione dello spazio (alla ricerca di strani, nuovi mondi…), l'assenza di guerre (il denaro è stato eliminato, tornando al baratto), malattie o carestie (i replicatori forniscono tutto il necessario e la scienza medica ha fatto grandi progressi).

La serie classica di Star TrekHDCBS
Star Trek: la serie classica

La profondità dei contenuti narrativi, scoperti poco alla volta - episodio dopo episodio, serie dopo serie, film dopo film - ha fatto sì che Star Trek segnasse tappe fondamentali anche della nostra storia.

Il 22 novembre del 1968 mostrò il primo bacio inter-razziale della storia della TV, scambiato fra il capitano Kirk e il Tenente Uhura (e “giustificato” con la costrizione aliena, per evitare di incorrere nella censura che già aveva annunciato di voler cancellare quella scena).

Arrivata in Italia con moltissimo ritardo, il 1° maggio del 1979, sulla rete allora nota come Telemontecarlo (io c’ero e ne vado fiera!), la serie classica oggi fa sorridere per i suoi effetti speciali e i tempi dilatati fino all’esasperazione, ma all’epoca pose le basi anche per il cambiamento dei ritmi del montaggio e della narrazione.

A Gene Roddenberry, al suo sogno su un futuro in cui l’unico nemico viene dallo spazio e l’umanità ha superato ogni conflitto e diversità, dobbiamo la nascita di una storia potenzialmente infinita, ricca di fascino e di insegnamenti.

Dalla Prima Direttiva, che impedisce di interferire con lo sviluppo di altre culture, al rispetto della gerarchia della Flotta Stellare e alla creazione della Federazione dei Pianeti Uniti, Star Trek ha spalancato le porte sul sogno di un futuro ricco di opportunità.

Declinandolo, dopo la serie classica, in 5 spin-off (e un sesto in arrivo) e 13 (finora) film.

Tutti da vedere e rivedere, soprattutto se - come me - si hanno diversi episodi preferiti fra le varie serie, capaci di rievocare un’atmosfera speciale e di farci rivivere emozioni legate alla nostra storia di fan.

 

Nota: la serie animata, prodotta per due stagioni fra il 1973 e il 1974, racconta per 22 episodi le avventure dell’equipaggio della serie classica, con il doppiaggio degli interpreti originali. Non essendo stata prodotta con attori in carne e ossa, mi limito a segnalarla per correttezza, ma non la tratto approfonditamente né la inserisco nella cronologia.

 

Tutte le serie TV in ordine cronologico (di produzione)

Tutti i film in ordine cronologico (di produzione)

L’ordine in cui guardarli

Le serie TV di Star Trek

Star Trek: la serie classica (1966)

Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà. Fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.

La presentazione di Star Trek era destinata a cambiare la storia della TV, della cultura pop, della fantascienza e perfino della scienza.

Tre stagioni a bordo della nave stellare USS Enterprise per raccontarci - lungo 3 stagioni - le incredibili avventure del capitano James T. Kirk (William Shatner), affiancato dall’Ufficiale Scientifico Spock (Leonard Nimoy), dal Dottor Leonard Horatio McCoy (DeForest Kelley), dal Tenente Comandante Montgomery Scott (James Doohan), dal Tenente Hikaru Sulu (George Takei), dal Guardiamarina Pavel Chekov (Walter Koenig) e dal Tenente Uhura (Nichelle Nichols).

Razze aliene, pianeti sconosciuti, missioni di soccorso: per l’equipaggio del capitano Kirk c’è stato ogni genere di incontro, nemico, sfida. Oltre, naturalmente, alle fondamenta del franchise scientifico più amato nella storia della TV.

Nominata a 13 Emmy Awards, non ne vinse mai uno: la fantascienza, considerata ancora un genere minore (e “culturalmente” inferiore) sarebbe stata rivalutata in seguito, proprio grazie a Star Trek.

 

Star Trek: The Next Generation (1987)

Al comando della Enterprise c’è il capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart), affiancato da Numero 1 - il Comandante William Riker (Jonathan Frakes) - dal Tenente Comandante Data (Brent Spiner), dal Klingon Wolf (Michael Dorn), dal Tenente Geordi La Forge (LeVar Burton) e dalla Consigliera Deanna Troi (Marina Sirtis). Senza dimenticare, naturalmente, il medico di bordo, la dottoressa Beverly Crusher (Gates McFadden), suo figlio il Guardiamarina Wesley Crusher (Wil Wheaton) e la mitica Guinan (Whoopi Goldberg), aliena responsabile del bar di prora sull’Enterprise.

The Next Generation approfondisce la mitologia della serie e introduce nuovi elementi, alimentando il filone del viaggio nel tempo e presentando al pubblico i terribili alieni Borg, i nemici più spaventosi incontrati finora dalla Flotta Stellare.

Grazie al Ponte Ologrammi, spazio ricreativo che ricostruisce qualsiasi ambiente ed epoca, l’equipaggio ci regala incursioni nel passato della Terra e avventure destinate a diventare di culto.

I Klingon, vecchi nemici di Kirk e i suoi, per la prima volta si trovano sul ponte di comando, grazie al Tenente Worf che ci permette di approfondire la cultura di uno fra i popoli più amati della saga.

Il Tenente Tasha Yar (Denise Crosby), responsabile della sicurezza dell’Enterprise, esce di scena e lascia il proprio ruolo a Worf.

La serie è stata prodotta per 7 stagioni, che le hanno fruttato la bellezza di 18 Emmy Awards e molti altri premi.

 

Star Trek: Deep Space Nine (1993)

Nel nuovo spin-off di Star Trek siamo a bordo di una stazione spaziale, non di una nave stellare. Posizionata strategicamente per la Guerra del Dominio (che ci viene raccontata nelle ultime due stagioni) la stazione DS9 rappresenta un importante crocevia del commercio e ospita alieni di ogni specie, che s’incontrano sotto il controllo della Flotta Stellare insieme alla Milizia Bajoriana.

Diversamente dalle serie precedenti, Deep Space Nine si concentra sugli intrighi e i complotti politici, sulla manipolazione della diplomazia, sugli omicidi politici e sullo sfruttamento di ogni risorsa per ottenere un vantaggio, tutti elementi che nelle serie precedenti sembravano essere stati superati, almeno fra membri della stessa specie.

La serie nasce dopo la morte di Roddenberry, avvenuta due anni prima del debutto televisivo, e resterà l’unica di tutto il franchise e non essere ambientata su una nave spaziale.

Il delicato confine fra i territori della Federazione Unita dei Pianeti e quelli che fanno invece capo all’Unione Cardassiana (i nemici di turno) è frequentemente occasione di scontri e ha coinvolto il vicino pianeta Bajor in una guerra molto cruenta.

Prodotta per 7 stagioni, premiate con 4 Emmy Awards, DS9 vede protagonista il comandante della stazione, Benjamin Sisko (Avery Brooks), vedovo che vive insieme al figlio Jake (Cirroc Lofton).

Sisko è affiancato da diversi altri personaggi: ci sono l’ufficiale della Milizia Bajorana Kira Nerys (Nana Visitor), il medico Julian Bashir (Alexander Siddig), il capo della sicurezza Odo (René Auberjonois), l’ex membro di The Next Generation Miles O’Brien (Colm Meaney), capo operazioni sulla stazione, l’avido Quark (Armin Shimerman), il simbionte Jadzia Dax (Terry Farrell) che nell’ultima stagione viene rimpiazzato da Ezri Dax (Nicole de Boer).

Oltre a O’Brien, in Deep Space Nine troviamo un’altra vecchia conoscenza di The Next Generation: l’amatissimo Tenente Worf (Michael Dorn).

 

Star Trek: Voyager (1995)

Per la prima volta nella storia di Star Trek, sul ponte di comando della nave stellare Voyager c’è una donna: il capitano Kathryn Janeway (Kate Mulgrew). In seguito a un incidente, la Voyager viene scaraventata nel quadrante Delta e deve rimettersi in viaggio verso casa, lontanissima, su un percorso costellato di pericoli… E nel quadrante in cui i Borg regnano incontrastati. Fino all’arrivo di un nuovo, e ancor più temibile nemico: la specie 8472.

La Voyager era in missione per catturare una nave di ribelli Maquis, che finiscono per unirsi all’equipaggio. Il loro capo è Chakotay (Robert Beltran), destinato a diventare Primo Ufficiale e a stringere un rapporto molto stretto con la Janeway.

Sul ponte della Voyager ci sono anche il vulcaniano Tuvok (Tim Russ), responsabile della sicurezza, il timoniere Tom Paris (Robert Duncan McNeill), l’ufficiale scientifico Harry Kim (Garrett Wang) e il primo, straordinario Medico Olografico d’Emergenza, il Dottore interpretato da un grande Robert Picardo.

Il medico di bordo, infatti, rimane ucciso e al suo posto viene attivato l’ologramma d’intelligenza artificiale deputato a sostituirlo in caso d’emergenza.

Ricordiamo inoltre il capo ingegnere B’Elanna Torres (Roxann Dawson), figlia di padre umano e di madre Klingon in perenne lotta con la sua doppia natura, e i personaggi originari del Quadrante Delta, che si uniscono all’equipaggio durante il viaggio: il talassico Neelix (Ethan Phillips), l’aliena Kes (Jennifer Lien) e il personaggio destinato a fare breccia nell’immaginario collettivo, diventando una fra le icone Trek più amate di sempre: l’ex Borg Sette di Nove (Jery Ryan).

Anche Voyager è stata prodotta per 7 stagioni, aggiudicandosi 7 Emmy Awards e moltissimi altri premi minori.

 

Star Trek: Enterprise (2001)

Prequel della serie classica, la serie racconta per 4 stagioni le avventure dell’equipaggio a bordo della Enterprise NX-01, la prima nave costruita con lo scopo di esplorare lo spazio grazie al motore a curvatura.

Al comando c’è il capitano Jonathan Archer (Scott Bakula), insieme al fedele cane Beagle Porthos, il primo a bordo di una Enterprise.

L’equipaggio di Archer è composto dal Primo Ufficiale vulcaniano, T’Pol (Jolene Blalock), la cui presenza è stata voluta dall’Alto Comando di Vulcano per tenere d’occhio le mosse di Archer e degli altri umani a bordo, in vista di un’alleanza destinata a diventare definitiva con la creazione della Flotta Astrale.

Alle comunicazioni c’è Hoshi Sato (Linda Park), mentre l’ingegnere capo è Charles Tucker III, detto Trip e interpretato da Connor Trinneer.

Il medico di bordo è un alieno denobulano, il dottor Phlox (John Billinglsey), mentre a capo della sicurezza c’è Malcolm Reed (Dominic Keating) e il timoniere è il guardiamarina Travis Mayweather (Anthony Montgomery).

Un secolo prima delle avventure di Kirk, l’equipaggio di Enterprise affronta la minaccia rappresentata dagli alieni xindi, responsabili della distruzione della Terra che l’Enterprise cercherà di fermare intervenendo nella Guerra Fredda Temporale.

Fra gli altri alieni ostili ci sono naturalmente i Romulani, ma soprattutto una specie che farà la sua comparsa solo nella serie guidata da Picard, in uno degli episodi più di culto di Enterprise.

Nonostante le proteste dei fan, che arriveranno a raccogliere fondi e firme per la produzione di nuovi episodi, Enterprise venne cancellata alla quarta stagione (4 sono anche gli Emmy Awards vinti dalla serie), lasciandoci “orfani” di Star Trek fino alla produzione, molti anni dopo, dello spin-off successivo.

 

Star Trek: Discovery (2017)

Dodici anni dopo la fine di Enterprise, Star Trek torna in TV con le avventura della nave stellare USS Discovery, ambientate un decennio prima degli eventi narrati dalla serie classica.

Protagonista è una donna, il Tenente Michael Burnham (Soneequa Martin-Green), accusata di tradimento dopo la morte del capitano della nave Shenzhou, Philippa Georgiou (Michelle Yeoh). A bordo della Shenzou Burnham è Primo Ufficiale e prende una decisione per intervenire nella guerra fra la Federazione e l’Impero Klingon, cercando di evitarla mentre il Klingon T’Kuvma lavora per riunire le casate dell’impero guidandole contro la Federazione.

Burnham non è un personaggio come gli altri: è la prima umana a essere stata cresciuta su Vulcano, da una coppia formata dall’ambasciatore vulcaniano Sarek (sì, il padre di Spock) e da sua moglie, umana.

Dopo le vicende della Shenzhou, Burnham ha una seconda occasione a bordo della Discovery, al comando del capitano Gabriel Lorca (Jason Isaacs) insieme all’ufficiale scientifico Saru (Doug Jones), allo specialista astromicologo Paul Stamets (Anthony Rapp) - il primo personaggio dichiaratamente gay nella saga televisiva - al Tenente Ash Tyler (Shazad Latif), al medico di bordo Hugh Culber (Wilson Cruz) e al cadetto Sylvia Tilly (Mary Wiseman).

Nel cast compaiono anche il capitano Christopher Pike (Anson Mount), profondamente legato alla mitologia della serie, e il truffatore Harry Mudd (Rainn Wilson), che avrà un ruolo fondamentale nel destino della Discovery.

Discovery è arrivata alla seconda stagione ed è la prima serie del franchise ad andare in onda su una piattaforma streaming (Netflix).

 

Tutti i film, in ordine cronologico

Star Trek (1979)

Ben 3 nomination (Art Direction, effetti speciali, colonna sonora originale) agli Oscar per il primo lungometraggio tratto dalla serie TV.

Diretto dal grande Robert Wise (West Side Story, Tutti insieme appassionatamente) e interpretato dal cast originale della serie classica, ci racconta di come l’Ammiraglio Kirk (il grado di capitano è superato da tempo) torni a bordo dell’Enterprise, con il suo equipaggio, per intercettare un vascello alieno che minaccia la Terra.

I trailer originali avevano la voce narrante di Orson Welles in persona, la colonna sonora ebbe un grande successo (Gene Roddenberry la riprese, nel tema musicale principale, anche per The Next Generation) e il film - costato intorno ai 35 milioni di dollari - ne incassò oltre 82 nei soli Stati Uniti.

Un successo che avrebbe dato il via a una saga cinematografica, parallela a quella televisiva, in grado di consacrare Star Trek nell’olimpo della fantascienza già alla fine degli anni ’70, quando il mondo impazziva per il primo capitolo (pardon, il quarto…) di Guerre Stellari. 

Star Trek II - L’ira di Khan (1982)

Con una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura basta su materiale proveniente da un altro mezzo (la TV di Roddenberry), il secondo capitolo cinematografico è incentrato sul contrasto fra l’Ammiraglio Kirk e il suo vecchio, acerrimo nemico Khan Noonien Singh.

Kahn (Ricardo Montalban), geneticamente modificato per diventare un super-uomo, era stato confinato su un pianeta lontano da Kirk molti anni prima, dopo aver attaccato l’Enterprise per prenderne il comando. Durante una missione per la terraformazione del pianeta, Chekov sbarca sul pianeta e Khan prende il controllo della sua mente…

La regia è firmata da Nicholas Meyer (che fino ad allora aveva diretto solo L’uomo venuto dall’impossibile), il budget è notevolmente ridimensionato (circa 11 milioni di dollari) e si ripaga già nel primo weekend di programmazione negli USA, con l’incasso di oltre 14 milioni… Che arriveranno a quasi 100 in tutto il mondo.

 

Star Trek III - Alla ricerca di Spock (1984)

Leonard Nimoy non è solo protagonista, ma anche regista del terzo film della saga, in cui il cast della serie classica torna a riunirsi due anni dopo L’ira di Khan.

La trama ruota attorno al viaggio di Kirk e del suo equipaggio in cerca del corpo di Spock, caduto durante il combattimento con il malvagio Khan. Ma ciò che Kirk ancora non sa è che Genesis, il dispositivo per la terraformazione, l’ha riportato in vita…

Durante le riprese scoppio un incendio sul set e, prima che arrivassero i pompieri, William Shatner salvò un membro della troupe eroicamente. Per sdrammatizzare, disse che l’aveva fatto solo per velocizzare il prosieguo delle riprese: era impegnato sul set della serie T.J. Hooker e non poteva sforare con il film…

Un buon successo commerciale (un budget di 17 milioni di dollari, ripagato quasi totalmente dagli incassi del primo weekend in sala) ma soprattutto il successo di aver convinto Nimoy a reindossare i panni di Spock con la promessa di fargli firmare la regia.

L’attore se la cava egregiamente, tanto da strappare il contratto per dirigere anche il successivo film della saga.

 

Rotta verso la Terra (1986)

Altre 4 nomination agli Oscar (per fotografia, suono, effetti sonori e colonna sonora originale) per il quarto film, diretto sempre da Nimoy, che aveva capito di non poter rinunciare alla sua passione per la regia

Sempre il cast originale della serie classica, nell’ultimo film prodotto prima dell’arrivo in TV di The Next Generation, l’anno successivo.

L’Ammiraglio Kirk e i suoi tornano indietro nel tempo, nel 1986, per trasportare alcune balene - estinte nel futuro - nel XXIII secolo e permettere a una sonda aliena di mettersi in contatto con loro, neutralizzando una fonte di energia così pericolosa da distruggere l’intero pianeta.

Per la prima volta la trama si discosta dal futuro, immergendo i protagonisti nel presente di San Francisco (che per loro è un passato molto lontano) e introducendo la tematica animalista e ambientalista.

Il pubblico apprezza: il film costa circa 25 milioni di dollari e ne incassa 133 ai botteghini di tutto il mondo.

Nel cast c’è anche Catherine Hicks (Settimo cielo), che non aveva mai visto Star Trek e non ne sapeva nulla. Il che, avrebbe dichiarato in seguito, l’aveva facilitata nell’approcciarsi al mondo del futuro di Kirk e compagni in modo molto più naturale.

 

Star Trek V - L’ultima frontiera (1989)

Questa volta dietro la cinepresa c’è un altro interprete storico di Stark Trek: William Shatner. Il suo debutto alla regia cinematografica, però, avviene con uno dei film meno amati dal pubblico fino a quel momento.

Il quinto capitolo racconta - da un soggetto ideato dallo stesso Shatner - il sequestro di alcuni rappresentati della Federazione, dell’impero Klingon e di quello Romulano, da parte del fratellastro malvagio di Spock, Sybok (Laurence Luckinbill, Cocktail).

Kirk guida l’Enteprise in una missione per liberare gli ostaggi ma la nave viene catturata e sequestrata: Sybok vuole che lo conduca al centro dell’universo, dove un mito vulcaniano narra si trovi il paradiso perduto del Dio di Sha Ka Ree…

Costato quasi 28 milioni di dollari, in film ne incassa solo poco più di 52 negli Stati Uniti e la produzione decide di distribuirlo direttamente in Home Video in altri Paesi, inclusa l’Italia, dove L’ultima frontiera non è mai arrivato nelle sale cinematografiche.

Una delle ragioni del primo flop della saga fu lo sciopero degli sceneggiatori, che portò a drastici tagli per alcuni reparti (a cominciare dagli effetti visivi) per via dello stop subito dalle riprese e causò la scelta di un finale che, nelle intenzioni originali, avrebbe dovuto essere completamente diverso.

 

Rotta verso l’ignoto (1991)

Nonostante The Next Generation, in TV, sia già diventato un cult, la saga cinematografica prosegue per la sua strada: quella incentrata su Kirk e i personaggi della serie classica.

Il sesto film, diretto di nuovo da Nicholas Meyer, vede Kirk e McCoy accusati e imprigionati per l’omicidio del Cancelliere dei Klingon. L’equipaggio dell’Enterprise dovrà trovare il modo di liberarli e dimostrare che sono innocenti, e vittime di un complotto per sabotare la pace nello spazio.

Un budget di nuovo molto alto, 30 milioni, che arriva a farne guadagnare quasi 97 ai botteghini di tutto il mondo.

Dopo l’incidente de L’ultima frontiera, la saga cinematografica di Star Trek ha trovato nuova linfa e i fan rimangono soddisfatti. 

Due nomination agli Oscar (per effetti sonori e makeup), nuove star nel cast (Kim Cattrall, Christopher Plummer, David Warner) e Brock Peters (il futuro Joseph Sisko di Deep Space Nine).

 

Generazioni (1994)

David Carson (regista di Deep Space Nine, che nel frattempo aveva debuttato in TV ed era giunto alla seconda stagione), dirige il primo film della saga in cui compare il capitano Picard.

Patrick Stewart e William Shatner s’incontrano nel Nexus, una fonte di energia che - per chi vi entra - rappresenta una specie di paradiso che consente di rivivere i bei momenti della propria vita e non fare mai l’esperienza della morte.

Tramite i soliti, complessi giri spazio-temporali, due generazioni di Capitani dell’Enterprise - quelli delle prime due serie TV del franchise - danno vita a un epocale incontro sul grande schermo, con il passaggio ufficiale del testimone simboleggiato dalla morte di Kirk, seppellito da Picard. D’ora in avanti, nei film non ci sarà più l’equipaggio della serie classica, che in Generazioni si mescola a quello di The Next Generation mandando i fan in visibilio.

Costato 35 milioni di dollari, il film ne incassa 120 ai botteghini di tutto il mondo ed è il primo del franchise ad avere un sito web personalizzato, per promuoverne l’arrivo alcune settimane prima dell’uscita nelle sale USA (a fine novembre).

 

Primo contatto (1996)

Fra i film più amati - senz’altro da me - è il primo diretto da Jonathan Frakes (che dirige e interpreta, nei panni di Riker). Perché mette i Borg faccia a faccia con Picard e il suo equipaggio. Perché approfondisce la loro struttura sociale e ce li fa conoscere meglio di quanto fosse capitato finora. Perché ruota attorno alla mitologia trek, con la storia di Zefram Cochran e del motore a curvatura.

La trama racconta il viaggio dei Borg indietro nel tempo, per impedire il primo contatto fra i terrestri e gli alieni (vulcaniani, per la precisione, come insegna la storia trek).

Picard affronta la Regina Borg (Alice Krige), Zefram Cochran (un grande James Cromwell) rivela la propria inesorabile umanità, la terrestre Lily (Alfre Woodard) incontra persone e tecnologie di un futuro che non avrebbe mai potuto immaginare… E il mito di The Next Generation viene alimentato a dismisura.

Una nomination agli Oscar per il migliore makeup, il budget più alto fino a questo momento (circa 45 milioni di dollari) e incassi che lo ripagano di oltre tre volte, con 150 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo. Ed è subito leggenda…

 

Star Trek - L’insurrezione (1998)

Seconda regia per Frakes, sempre nel doppio ruolo di attore e regista, e sceneggiatura firmata da Michael Piller, già autori di diversi episodi di The Next Generation e co-creatore di Voyager.

Il nono film della saga parte quando Data, in missione di osservazione sul pianeta Ba’Ku, inizia a manifestare strani comportamenti. Scopriremo che Ba’Ku nasconde il sacro Graal della razza umana, la fonte dell’eterna giovinezza, grazie all’emissione di radiazioni che inducono la rigenerazione del DNA dei suoi abitanti. Cosa che, naturalmente, spinge la Federazione a stringere un patto con i Son’a, in grado di estrarre le preziose radiazioni dal pianeta per renderle disponibili anche altrove. Purtroppo, il processo causerebbe di fatto la morte di Ba’Ku. Così, Picard e il suo equipaggio decidono di ribellarsi agli ordini della Federazione per salvare il pianeta e impedire che il suo popolo venga trasportato altrove.

Uscito nelle sale italiane l’11 giugno del 1999, L’insurrezione batte il record di budget precedente con un costo che sfiora i 60 milioni di dollari (58 e rotti, per la precisione) e ne incassa il doppio in tutto il mondo. Imperdibile l’interpretazione di F. Murray Abraham nei panni del malvagio Ru’afo.

Fra le scene eliminate, anche una sequenza che coinvolgeva Quark, il personaggio di Admin Shimerman in Deep Space Nine.

Star Trek - La nemesi (2002)

Dopo una pausa di 4 anni, Star Trek taglia il traguardo del decimo lungometraggio con la regia di Stuart Baird (noto per la sua carriera al montaggio con film di grande successo come Superman, Arma letale e Gorilla nella nebbia) e la sceneggiatura di John Logan (sceneggiatore di molti film, da Il gladiatore a Skyfall, e futuro creatore e sceneggiatore di Penny Dreadful).

L’Enterprise di Picard viene inviata su Romulus per indagare sull’uccisione dei Senatori Romulani, massacrati in seguito a un complotto. Picard e i suoi scopriranno che l’autore del complotto è il crudele Shinzon (Tom Hardy), che dopo aver preso il potere intende usare la sua nuova arma segreta per sterminare la popolazione della Terra.

Budget record di 60 milioni di dollari ma anche record negativo per gli incassi: sommando tutti il ricavo ai botteghini di tutto il mondo La nemesi arriva ad appena 67 milioni di dollari, qualificandosi come il film della saga che ha incassato meno di tutti.

Colpa di una trama poco originale, che sa troppo di “già visto” e risulta deludente per i fan di vecchia data. Unico a uscirne vincitore, Patrick Stewart: il suo compenso per questo film si avvicina molto alla cifra che l’attore aveva guadagnato interpretando Picard per tutte le 7 stagioni di The Next Generation.

Il soggetto del film nasce da un’idea di John Logan insieme a Rick Berman e Brent Spiner, l’interprete di Data. In Italia è uscito il 16 maggio del 2003.

 

Star Trek (2009)

Nuovo capitolo, nuovo cast, nuova ambientazione: siamo in un prequel della serie classica, con un giovane James T. Kirk (Chris Pine) fra intemperanze giovanili e incontri che segneranno il suo destino.

Siamo nel 2233, quando una nave della Federazione viene attaccata da un vascello Romulano emerso da un buco nero. Il capitano romulano, Nero (Eric Bana) chiede conto ai terrestri di una nave spaziale misteriosa e di un ambasciatore di nome Spock. Ma l’equipaggio terrestre non sa nulla, così Nero uccide il capitano e fa sterminare anche il suo equipaggio. Il Primo Ufficiale George Kirk, a bordo insieme alla moglie in procinto di partorire, si sacrifica eroicamente per dare a tutti il tempo di abbandonare la nave, per poi lanciarla contro la Narada.

Suo figlio, James T. Kirk, entra nell’Accademia della Flotta su consiglio del capitano Pike, che conosceva il suo eroico padre e che se lo ritroverà a bordo (a sua insaputa) durante il viaggio inaugurale dell’Enterprise. 

Il giovane Kirk, rivale di un altrettanto giovane Spock (Zachary Quinto) stringe amicizia con il Dottor McCoy (Karl Urban) e si farà conoscere come degno erede del padre.

Grandissimo successo commerciale per il film diretto da J.J. Abrams, scritto da Alex Kurtzman insieme a Roberto Orci e premiato con un Oscar per il migliore makeup (a fronte di 4 candidature totali).

Le nuove generazioni apprezzano la grande ironia e il ritmo narrativo, nonché l’esasperazione dei tratti caratteriali dei personaggi della serie classica, tanto da premiare il film con incassi che sfiorano il 386 milioni di dollari in tutto il mondo, ripagando il sontuoso budget da 150.

Uhura è interpretata da Zoe Saldana, Sulu da John Cho, Scotty da Simon Pegg mentre Anton Yelchin interpreta un giovane Chekov.

 

Star Trek - Into Darkness (2013)

Quattro anni dopo il grande successo di Star Trek, J.J. Abrams torna alla regia con il sequel Into Darkness, sceneggiato sempre da Kurtzman e Orci insieme a un’altra vecchia conoscenza di Abrams: Damon Lindelof.

Due ore e dodici minuti di adrenalina, una nomination agli Oscar per gli effetti visivi e un nuovo grande successo ai botteghini (quasi mezzo miliardo di dollari a fronte di 190 milioni di budget).

Kirk e i suoi si trovano a fronteggiare una terribile minaccia sconosciuta, che scopriremo essere - in realtà - legata a un futuro tragico e inimmaginabile…

Benedict Cumberbatch veste i panni del mitico Khan e contribuisce al ritmo e al mistero di un film che tiene incollati gli spettatori alle poltrone in tutto il mondo.

Azione, ironia, effetti speciali e un cast perfetto: i protagonisti tornano tutti, dopo il film precedente, e oltre a Cumberbatch ci sono prestigiose guest star come Peter Weller, Jennifer Morrison e naturalmente Leonard Nimoy. Per Nimoy, purtroppo, sarà l’ultima interpretazione: l’amatissimo attore sarebbe morto meno di due anni dopo l’uscita di Into Darkness, il 27 febbraio del 2015, all’età di 83 anni.

 

Star Trek Beyond (2016)

Tredicesimo e ultimo (finora, ma il sequel è già stato confermato) film del franchise, diretto da Justin Lin (noto per diversi capitoli di Fast & Furious) e scritto da Simon Pegg - anche interprete di Scotty - insieme a Doug Jung (Dark Blue).

J.J. Abrams lascia Star Trek per dedicarsi all’altro grande franchise fantascientifico, quello di Star Wars. La sua mancanza si sente: gli incassi non sfiorano nemmeno il record di Into Darkness ma rappresentano comunque un successo (343 milioni contro i 185 spesi per la realizzazione).

La trama ruota attorno alla distruzione dell’Enterprise da parte di una razza aliena sconosciuta. L’equipaggio si salva perché è sbarcato su un pianeta, ma non sa come tornare a casa e si trova a combattere contro un nemico sconosciuto. Si salverà grazie a un alieno ribelle, che lo aiuterà a scongiurare l’inizio di una guerra galattica.

Il cast ormai consolidato ci regala l’ultima interpretazione del giovane e talentuoso attore Anton Yelchin, morto a 27 anni in un tragico incidente domestico (è rimasto schiacciato dalla propria auto parcheggiata sulla rampa del garage) pochi giorni prima dell’uscita del film nelle sale. Nei titolo di coda del film c’è una dedica per lui.

Fra le guest star l’attore Idris Elba e Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.

Nella sceneggiatura c’è un omaggio al primo copione della serie classica, in cui la nave spaziale principale era stata battezzata da Gene Roddenberry “Yorktown”, poi sostituito da Enterprise.

 

L’ordine in cui guardare la saga

  • Star Trek: Enterprise 
  • Star Trek: Discovery

  • Opzione 1: Star Trek (2009) (vedi in fondo, Opzione 2, per i dettagli)
  • Star Trek: Into Darkness
  • Star Trek: Beyond
  • Star Trek: la serie classica
  • Star Trek (1979)
  • Star Trek II - L’ira di Kahn
  • Star Trek III - Alla ricerca di Spock
  • Rotta verso la Terra
  • Star Trek V - L’ultima frontiera
  • Rotta verso l’ignoto
  • Star Trek: The Next Generation (stagioni 1-5)
  • Star Trek: The Next Generation (stagione 6 e 7) e Deep Space Nine (stagioni 1 e 2). Le stagioni vanno in onda contemporaneamente, potete alternare gli episodi guardandone uno per serie o le stagioni, guardando prima una stagione di TNG e poi una di DS9, oppure finire TNG e poi attaccare DS9. Sta a voi, l’importante è ricordare che andarono in onda negli USA nello stesso periodo a partire dall’episodio La nave in bottiglia di TNG (6x12) che potete usare come inizio dell’alternanza con la prima stagione di DS9.
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 3) e Star Trek: Voyager (stagione 1). Anche queste andarono in onda in contemporanea negli USA, a partire dall’episodio Tempi passati (3x11) di DS9), nel gennaio del 1995.
  • Generazioni
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 4) e Star Trek: Voyager (stagione 2)
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 5) e Star Trek: Voyager (stagione 3)
  • Primo contatto
  • Star Trek Deep Space Nine (stagione 6) e Star Trek: Voyager (stagione 4)
  • Star Trek Deep Space Nine (stagione 7) e Star Trek: Voyager (stagione 5)
  • Star Trek: Voyager (stagioni 6 e 7)
  • Star Trek: L’insurrezione
  • Star Trek - La nemesi
  • Opzione 2: Star Trek (2009): secondo molti, il posizionamento corretto degli ultimi tre film è fra Discovery e La serie classica. Cronologicamente parlando, sarebbe esatto, ma c’è un fattore che ritengo fondamentale per il posizionamento in fondo alla lista di visione: gli eventi dei film nuovi si sviluppano lungo una linea temporale alternativa a quella narrata ne La nemesi. Quindi potreste completare la visione con i tre nuovi film, che sono ravvicinati e successivi fra loro, e che costruiscono una narrazione che prende una direzione alternativa - e non cronologica - ai fatti narrati da La Nemesi. Personalmente, preferisco l’opzione 1, che segue più fedelmente la cronologia dei fatti.
  • Star Trek - Into Darkness
  • Star Trek Beyond

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