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Ghostbusters: Slimer è stato creato con l'aiuto della cocaina

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Il simpatico fantasma apparso nella serie Ghostbusters è stato partorito dalla mente di Steve Johnson mentre si trovava in condizioni piuttosto "particolari".

Slimer alle prese con dei Würstel Columbia Pictures

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Chi realizza effetti speciali nei film non deve aver vita facile: riuscire a sorprendere sempre e comunque gli spettatori non è qualcosa di semplice.

Lo sa bene Steve Johnson, un vero e proprio maestro in questo genere di lavoro. Riguardo il suo mestiere così particolare, Johnson ha già pubblicato un libro intitolato Rubberhead dove racconta il suo operato, andando a descrivere particolari particolarmente gustosi riguardo i retroscena. L'artista ha pianificato l'uscita altri 4 libri per coprire tutto l'arco della sua carriera (ben 30 anni di lavoro) e, al fine di completare questo immenso lavoro, si è affidato a una campagna Kickstarter.

Il titolo del prossimo libro è piuttosto eloquente: Rubberhead Volume II: Sex, Drugs, and Special FX (Rubberhead Volume II, Sesso, Droghe ed Effetti Speciali). Riguardo la sua seconda opera, il sito The A.V. Club ha riportato una recente intervista nella quale Johnson racconta dell'esperienza piuttosto "intensa" vissuta durante la creazione di Slimer, il simpatico fantasma icona del film Ghostbusters - Acchiappafantasmi e dei seguiti:

Questa è stata l'esperienza più terribile che abbia mai avuto con art director, produttori e registi. All'inizio mi hanno chiesto un personaggio semplice con 'un sorriso e le braccia' ma prima che me ne accorgessi, era diventato un maledetto incubo. 'Dagli il 13% di pathos in più, aggiungi le orecchie, togli le orecchie, meno pathos, più pathos, fai il naso più grande, così il naso è troppo grande, fai il naso più piccolo...' State scherzando? 'Rendilo più fumoso, rendilo meno fumoso...'. Sono quasi impazzito durante il processo di creazione.

Tutto cambiò proprio il giorno prima della fine dei lavori: Johnson aveva infatti scoperto che Harold Ramis e Dan Aykroyd avevano espresso il desiderio che Slimer avesse le fattezze di John Belushi, venuto a mancare poco prima dell'inizio delle riprese. Armatosi di cocaina e di diverse foto dell'attore scomparso, l'artista cominciò il suo "processo creativo":

Avevo preso tre grammi di cocaina e mi ritrovai in una paranoia delirante: pensavo letteralmente che il fantasma di John Belushi venisse da me per aiutarmi.

Secondo quanto affermato, il fantasma avrebbe contribuito in maniera piuttosto decisiva alla realizzazione di Slimer, incoraggiando e modellando le stesse fattezze del modello. A dispetto della sua genesi piuttosto rocambolesca, il giorno successivo il lavoro di Johnson venne promosso a pieni voti.

Non ci resta che attendere con impazienza il secondo libro e i tanti aneddoti svelati nelle sue pagine.

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