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Sogni e incubi: i 10 migliori film di Steven Spielberg, da Lo squalo a Jurassic Park

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Sognatore, storyteller, genio: il ritratto di un regista dotato come Steven Spielberg attraverso i suoi 10 migliori film.

Steven Spielberg, genio visionario della settima arte

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È stato definito il Re Mida di Hollywood, ma non è mai stato attratto (solamente) dagli incassi da capogiro. Si è guardato troppo frettolosamente al suo cinema come ad un esercizio virtuosistico della macchina da presa finalizzato a stupire il pubblico.

Nel tempo sono state recuperate svariate chiavi di lettura dei suoi film, sospesi tra il racconto favolistico e il fantastico. Steven Spielberg, più di ogni altro esponente della New Hollywood, ha saputo rileggere il cinema classico in chiave tecnologica, votandosi all'intrattenimento tout court, mediando tra ispirazioni artistiche ed esigenze di botteghino.

Dobbiamo a quel ragazzino un po' cresciuto di Cincinnati 3/4 del nostro immaginario, in cui trovano posto alieni deliziosi (e non), terrificanti creature, antieroi solitari e uomini comuni di incommensurabile coraggio. Il suo è un cinema dalla pronunciata connotazione spettacolare, che oscilla impazzito tra la fantascienza e il dramma come farebbe un sismografo durante una scossa tellurica. Ma i film di Spielberg sono anche il pretesto per elaborare traumi personali del regista come l'accettazione o la paura del diverso (le radici ebraiche del regista classe '46) oppure la crisi della famiglia tradizionale, altro topos spielberghiano presente fin dai tempi di E.T. l'extra-terrestre.

Un giovane Steven SpielbergHDHBO

L'autorialità del cineasta americano è stata riconosciuta solamente in un secondo momento: non più (semplice) trionfo delle immagini sulla parola, ma la netta percezione che dietro quelle fiabe moderne pregne di ottimismo si nasconda la sublimazione di un particolare abbraccio, sguardo o inquadratura nell'universale, cinematografico ed esistenziale allo stesso tempo.

Abbiamo raccolto i 10 migliori film di Steven Spielberg, quelli che più di ogni altro hanno saputo coniugare sperimentazione e immediatezza d'approccio, innovazione e tradizione. Arduo scegliere, vista la capacità del filmaker di percorrere trasversalmente il grande schermo, dando vita ad una filmografia incredibilmente eterogenea.

10) Il ponte delle spie

"La penna, ne ferisce ancora più della spada!". Spielberg fa sua la frase esclamata da Marcus Brody in Indiana Jones e l'ultima crociata, trasformandola appena. Dal potere della penna a quello della parola con Il ponte delle spie, film che narra di un braccio di ferro diplomatico fra USA e URSS per la liberazione di due prigionieri, una spia sovietica - il Rudolf Abel di un magnifico Mark Rylance, poi premiato con l'Oscar - e il pilota Francis Gary Powers, abbattuto mentre sorvolava i cieli dell'unione Sovietica a bordo del suo aereo spia, un Lockheed U-2.

Spielberg filma protagonisti di secondo piano della Guerra Fredda, scruta muri e cattura la cortina di ferro di un periodo storico ben preciso che utilizza per raccontare il presente, facendosi pervadere da un moto di speranza, fiducioso in un futuro senza confini.

9) Salvate il soldato Ryan

Basterebbe la mastodontica sequenza d'apertura a celebrare un film come Salvate il soldato Ryan, non a caso insignito di ben 5 Premi Oscar, tra cui quello alla Miglior regia. Abbiamo inserito questo spettacolare dramma di guerra - in cui, successivamente allo sbarco in Normandia, un manipolo di ranger americani capitanati da Tom Hanks è incaricato di rintracciare l'ultimo dei 4 fratelli Ryan ancora in vita (Matt Damon) - tra i migliori war movie di sempre.

8) Munich

Tensione ai massimi, fluidità narrativa esemplare, ricostruzione accurata. Spielberg rievoca nell'incipit di Munich l'eccidio degli atleti israeliani alle Olimpiadi Monaco del '72 per mano di un commando dell'organizzazione terroristica palestinese nota come Settembre Nero. La direzione che successivamente imbocca la pellicola è quella di una sanguinosa vendetta comandata al Mossad dall'allora premier isrealiana Golda Meir.

Il regista statunitense fornisce un'accurata e distaccata analisi storica attraverso una messinscena impeccabile per rigore, solo leggermente flemmatica in alcuni passaggi. Il resto lo fanno un cast altisonante - da Eric Bana a Geoffrey Rush a Daniel Craig - e il materiale trattato, che a distanza di anni ancora scotta.

7) Duel

Inferno su strada: è quello che Spielberg racconta nel suo film per la TV più celebre: Duel, sfida mortale tra un mite automobilista e un camion demoniaco intenzionato ad ucciderlo. Girato in appena 16 giorni (sui 50 previsti) grazie ad una suddivisione efficace dei compiti della troupe - due unità distinte impegnate a riprendere la stessa scena da angolazioni diverse -  e ad un escamotage produttivo: il giovanissimo regista fece riprodurre su un maxi cartellone della lunghezza di 30 metri lo sviluppo scena per scena del film in modo da fornirne ai propri collaboratori una "mappatura".

Divenuto col passare degli anni un vero e proprio film di culto, Duel è il road movie degli esordi di Spielberg, abile a trasformare un tesissimo gioco al gatto col topo in un horror metafisico che rilegge sull'asfalto il mito di Moby Dick.

6) Incontri ravvicinati del terzo tipo

Instaurare il dialogo con il "diverso per eccellenza": l'extraterrestre. Spielberg avvolge in una poetica speranzosa verso il futuro e il prossimo (seppur venuto dalle stelle) uno dei capolavori della fantascienza. Incontri ravvicinati del terzo tipo fa volgere lo sguardo dello spettatore all'insù, ammaliato da quell'estasi visiva e sonora qual è il film del '77.

Indicando una terza via nell’immaginario collettivo tra l'enigmatica filosofia a tinte sci-fi di Stanley Kubrick (2001: Odissea nello spazio) e la space opera fantasy di George Lucas (le guerre stellari della saga di Star Wars), il regista di Cincinnati si fa innovatore di quella fabbrica dei sogni chiamata cinema.

Tra melodie spaziali e sfavillanti astronavi, l'occhio di Spielberg si sofferma sul mondo dei più piccoli, siano essi un bambino - il Barry di Carey Guffey, che ritroveremo successivamente in Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre - oppure le ossessioni fanciullesche di un adulto (il Roy Neary di Richard Dreyfuss).

5) Jurassic Park

Il cancello d'entrata del bioparco di Isla NublarHDUniversal Pictures

Il più grande successo cinematografico dei primi anni '90, superato nel decennio solamente da Titanic. Scrivere di Jurassic Park equivale a raccontare di un'impresa sulla carta destinata al fallimento: far rivivere sul grande schermo creature estinte da milioni di anni, riesumate dalla geniale penna di Michael Crichton.

Spielberg non solo centra l'obiettivo, ma supera ogni più rosea aspettativa, dando vita ad uno degli incubi cinematografici più terrificanti di sempre. Avvalendosi di un comparto effetti speciali all'epoca pioneristico (il film è uno dei primi esempi dei prodigi della computer grafica), il regista porta sul grande schermo dinosauri digitali e giganteschi animatronics riuscendo non solo a sbalordire il pubblico, ma anche ad inaugurare un dibattito decennale sulla possibilità o meno di clonare creature preistoriche.

Quanti liquidano Jurassic Park come il trionfo del visivo senz'anima, dovrebbero ricredersi. Va letto - al pari del best-seller da cui è tratto - come un monito alla tendenza dell'uomo a giocare a sostituirsi a Dio nel campo della genetica. La proliferazione durante tutti gli anni '80 e '90 di multinazionali operanti nel settore della bioingegneria ha sollevato infatti nel tempo parecchi dubbi sulla facoltà dell'uomo di alterare la natura e l'esistenza stessa.

Non è un caso che la pellicola del '93 faccia affidamento a dialoghi sottili, lucidi, quasi sempre affidati allo scienziato rockstar Ian Malcolm (celebre la sua Teoria del caos) e che vertono sui rischi insiti nella manipolazione genetica.

Sorprendentemente, la fascinazione dettata da Jurassic Park è frutto di un espediente già utilizzato da Spielberg ne Lo squalo: dilatare via via la suspense senza mostrare inizialmente le "terribili lucertole" (che nel film appaiono per un totale di circa 15 minuti) ma preparando il terreno alla loro irruzione in scena attraverso annunci, confessioni e teorie plausibili.

4) Schindler's List - La lista di Schindler

Schindler's List - La lista di Schindler è il film che sancisce la definitiva maturità dell'ex ragazzo prodigio di Hollywood, premiato con una pioggia di statuette (tra cui Miglior film e regia) agli Oscar del '94.

La pellicola, che annovera nel cast la futura star action Liam Neeson assieme a Ben Kingsley e Ralph Fiennes, è una scioccante discesa negli inferi dell'Olocausto filmata in bianco e nero (l'unico elemento di colore è da brividi) in cui trova posto l'eroismo di un uomo comune, messaggero di speranza.

Spielberg, dopo agrodolci favole moderne, si inserisce di prepotenza nella filmografia a tema Shoah.

3) I predatori dell'arca perduta

Esiste qualcosa di più iconico nel cinema di una frusta e di un copricapo Fedora? Probabilmente no. Indiana Jones incarna il mito dell'eroe solitario consegnato alla Storia per via della sua insofferenza verso i nazisti, seconda solamente a quella per i serpenti.

Nel 1981 Spielberg dà vita ad un personaggio che guarda ai fumetti e alla spia James Bond (da cui eredita l'ironia e lo sprezzo del pericolo), cucendolo addosso a Harrison Ford, lanciato in precedenza dal Guerre Stellari di George Lucas. L'attore risulterà così convincente nel sintetizzare cultura e machismo a tal punto da essere consigliato di lì a poco a Ridley Scott da Spielberg per un film destinato a riscrivere la fantascienza: Blade Runner.

L'epica che accompagna I predatori dell'arca perduta si adatta alla perfezione ad un film d'avventura che coniuga azione e cenni biblici, storia e invenzione, action e immaginazione. Seguiranno due capitoli, Il tempio maledetto e L'ultima crociata.

2) E.T. l'extra-terrestre

Tre battute, una manciata di espressioni, moltissime lacrime. Il docile alieno botanico protagonista di E.T. l'extra-terrestre è forse la creatura più famosa di Spielberg assieme al famelico squalo bianco del film del '75.

Dopo aver in un certo modo preparato il pubblico mondiale alla comparsa degli alieni - attraverso Incontri ravvicinati del terzo tipo, girato 5 anni prima - il cineasta statunitense firma una fiaba strabiliante ad altezza bambino, ritraendo l'innata capacità dei più piccoli - in cui Spielberg ripone il massimo della fiducia - di eliminare le barriere che li separano dal prossimo, affrancandosi dal bieco mondo degli adulti.

Di E.T. l'extra-terrestre resterà per sempre, oltre la celebrazione di un'amicizia senza vincoli, l'immagine di quel personaggio goffo, spaesato, rugoso, a metà tra una testuggine e un umano, che non fa che parlare a gran voce di case e telefoni. Per crearlo fu chiamato l'artista italiano (da Oscar) Carlo Rambaldi, reduce dalle creature di King Kong e di Alien.

1) Lo squalo

Il terrore corre sull'acqua. O nelle profondità marine, come preferite. Girato nel '75 tra mille difficoltà, Lo squalo materializza sul grande schermo uno degli incubi dell'uomo legato ad una figura degli oceani fino ad allora poco studiata.

Villain della pellicola è una creatura degli abissi che semina il terrore tra i bagnanti dell'isola di Amity. Sulle sue tracce convergeranno il capo della polizia locale (Roy Scheider), uno biologo marino (Richard Dreyfuss) e un energico cacciatore di squali (Robert Shaw).

Spielberg dimostra di saper padroneggiare la suspense come nessun altro, dando al film un taglio realistico, quasi documentaristico. La scelta che si rivelerà vincente consiste nel non mostrare per buona parte della durata della pellicola la mostruosa creatura lunga 8 metri, concentrandosi invece sulle conseguenze dei suoi attacchi, sempre ripresi dalla soggettiva del grande squalo bianco.

Un uso funambolico della macchina da presa consente al cineasta di impattare senza eguali nel cinema mainstream. Girato a 10 miglia dalla costa, consentendogli così un utilizzo iperdinamico dello spazio, Lo squalo è un mastodontico film indipendente mascherato da (primo) kolossal estivo, in grado di generare psicosi e ossessione tra la gente. Alzi la mano chi non ha mai sentito risuonare nel proprio inconscio le due note alternate di John Williams non appena si è spinto in mare aperto per una nuotata.

 

Ma secondo voi qual è (per ora) il film più bello di Steven Spielberg?

Qual è il film più bello di Steven Spielberg?

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