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Famiglie di Serie: i nuclei familiari più amati della TV anni '70

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Sono confusionarie ma unite, sempre disponibili e in grado di risolvere qualunque problema, sono le famiglie delle serie tv anni '70 che tra tante risate avevano sempre qualcosa da insegnarci.

I Cunningham

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"Ho sempre pensato che non v'è nessuna felicità maggiore di quella della Famiglia." diceva Dostoevskij, immaginate se il buon Fedor fosse vissuto nel periodo in cui la tv la faceva da padrona e di famiglie ne avevamo a disposizione ben più di una. Grazie alle serie tv abbiamo avuto la fortuna di conoscere famiglie diverse dalla nostra che hanno rafforzato i nostri concetti di rispetto, amore e amicizia affiancandosi agli insegnamenti che il nostro nucleo familiare ci ha sempre dato.

Ma quali sono le famiglie che in maniera originale ci hanno insegnato qualcosa? Negli anni '70 la tv iniziava ad affacciarsi al mondo delle serie tv presentandoci modelli familiari a cui non eravamo abituati e che noi di MondoFox abbiamo raccolto per voi. 

Happy Days - I Cunningham

Erano davvero giorni felici quelli in cui il momento migliore della giornata era riunirsi davanti alla tv per guardare gli episodi di Happy Days, sit-com creata da Garry Marshall e che racconta le vicende di una famiglia borghese di Milwaukee negli splendidi anni a cavallo tra il 1950 e il '60, periodo in cui il sogno americano è al massimo apice e la vita negli USA sembra bellissima. I Cunningham sono composti dal padre Howard proprietario di un negozio ferramenta, Marion casalinga e moglie perfetta e i tre figli: Charles (che nella serie abbiamo visto pochissimo e poi viene praticamente dimenticato), Richard detto "Richie" e la piccola Joanie. In linea con gli anni che in cui si svolge la vicenda il nucleo familiare protagonista dello show viene visto come punto focale e di riferimento per tutti i personaggi della serie, Happy Days si occupa principalmente di problemi legati all'adolescenza e tratta temi come amicizia e lealtà. Grande insegnamento dato da Marion e Howard è il non fidarsi delle apparenze senza giudicare in maniera superficiale le persone, dopotutto i Cunningham hanno accolto in casa un personaggio che fin dalla prima puntata ha dato sempre l'idea del duro un po' teppista: Arthur "Fonzie" Fonzarelli

Fonzie viene visto inizialmente come un poco di buono criticato aspramente proprio dal capofamiglia, successivamente Howard avrà modo di ricredersi tanto che la famiglia Cunningham - intorno alla terza serie - metterà a disposizione di Fonzie un piccolo appartamento sopra la loro casa "adottando" il ragazzo. 

La Casa nella Prateria - La famiglia Ingalls

È la famiglia perfetta per antonomasia, gli Ingalls debutanno in tv nel lontano 1977 sulla Abc conquistando subito una gran numero di spettatori. La Casa nella Prateria (tratta dalle serie di romanzi di Laura Ingalls Wilder) narra le vicende di Charles Ingalls, sua moglie Caroline e delle figlie Mary, Laura e Carrie alle prese con la vita di frontiera a Walnut Grove in Minnesota, lo show tratta diversi temi come la povertà, l'alcolismo e la droga tutti visti dagli occhi della piccola Laura. In La Casa nella Prateria la famiglia è il rifugio perfetto dove tutto viene affrontato con umanità e unità dove, nonostante le catastrofi, non si dimenticano le tradizioni come la preghiera prima di cena e le chiacchierate davanti al camino, proprio per questo gli Ingalls sono sempre stati visti come l'emblema della perfetta unità familiare e ci hanno insegnato che nulla è perduto se hai una famiglia su cui contare. 

La Famiglia Brady

Una delle famiglie allargate più famose della tv, The Brady Bunch (questo il titolo originale) fa il suo debutto verso la fine del 1969 a ricordarci che esistono tanti tipi di famiglia oltre a quella tradizionale. La Famiglia Brady racconta la storia di Mike, architetto vedovo, padre di tre figli: Greg, Peter e Bobby che si innamora e sposa Carol Martin anche lei con tre figlie al seguito: Marcia, Jan e Cindy. Inizialmente Carol doveva essere una donna divorziata ma il network si oppose fortemente all'idea di Sherwood Schwartz (ideatore della serie) tanto che alla fine si optò per un compromesso: non rivelare mai in che modo si sia concluso il matrimonio della donna. 

Le vicende dei Brady ruotano proprio intorno alle problematiche di due famiglie che si ritrovano a vivere insieme tra nuove responsabilità, rivalità e liti. Dalla seconda stagione i temi della serie cambiano passando al rapporto con i figli e all'adolescenza nonostante la situazione familiare venga ripresa in più occasioni ma sempre con una vena umoristica. 

I Jefferson

Spin off della serie Arcibaldo, I Jefferson racconta le vicende di George e Louise una coppia afroamericana (lui è il proprietario di una catena di lavanderie e lei è casalinga) che si trasferisce dal Queens a Manhattan. Ideata da Norman Lear la serie porta davanti allo spettatore le differenze tra due culture e mondi completamente differenti: una realtà "povera" che si muove fra il Queens e Harlem (in cui i due sono nati) e l'alta borghesia di Manhattan, in sostanza I Jefferson parla dell'inserimento di una famiglia afroamericana e di umili origini all'interno una di una comunità benestante formata per lo più da bianchi. Lo show attraverso la pungente ironia dei personaggi di Sherman Hamsley e Isabel Sanford racconta uno spaccato della società americana trattando tematiche forti come il razzismo e l'analfabetismo. 

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