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Dirk Gently, Agenzia di Investigazione Olistica Vol.1: Douglas Adams a fumetti (che funziona!)

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Lo scrittore apprezzerebbe senza dubbio questa versione a fumetti del suo Dirk.

Copertina di Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica a fumetti

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Il genio di Douglas Adams può vivere fuori dai suoi libri? Apparentemente sì: il film tratto da Guida galattica per gli autostoppisti è una trasposizione molto apprezzata dell'atmosfera del romanzo, ad esempio.
Perché il segreto è tutto lì, ovvero riuscire a rendere quella particolarissima vena surreale che solo Adams riusciva a mettere nelle sue opere.

Questa difficile rappresentazione riesce alla perfezione anche nella prima uscita di Dirk Gently, Agenzia di Investigazione Olistica, albo a fumetti targato IDW e portato in Italia da saldaPress.

Idealmente, le vicende del fumetto sono situate dopo il secondo romanzo di Adams dedicato al bizzarro detective (La Lunga oscura pausa caffè dell'anima, 1988) e il terzo, se di terzo si può parlare: Il salmone del dubbio, infatti, è rimasto incompiuto a causa della prematura scomparsa dello scrittore. Avrebbe dovuto interconnettere - e non è un gioco di parole - il mondo della Guida Galattica a quello di Dirk.
O forse no, chi può sapere cosa avesse in mente Adams?

Detto questo, la sceneggiatura di Chris Ryall e le matite di Tony Akins (capitoli 1 e 2) e Ilias Kyrizias (3, 4 e 5) provano a immaginare il detective olistico al centro di una sconclusionata avventura ambientata a San Diego ma le cui sfumature si perdono nelle pieghe del tempo: dall'antico Egitto ad oggi, fra faraoni dai poteri sovrannaturali e droni della CIA, il nostro sfacciato eroe risolve un caso quantomai intricato.
Il suo approccio è sempre lo stesso: farsi guidare dagli eventi, intervenendo quando è necessario - e se necessario.

Ad aggravare il tutto c'è la logica molto english del nostro eroe e l'evidente lontananza dal modo di pensare americano dei suoi improbabili assistenti... ahemm, volevo dire soci. Soci che effettivamente diventano assistenti, in alcuni momenti della narrazione. Dirk non è un uomo di assoluti, dobbiamo farcene una ragione.

Ad ogni modo la trama tessuta da Ryall sembra uscita direttamente dalle prolifiche sinapsi di Douglas Adams: Dirk Gently (che in verità si chiamerebbe Svlad Cjelli ma non lo dirò più, giuro) sbarca a San Diego "rubando" un passaggio ad un volo cargo dall'Inghilterra. Sbarca a modo suo, appropriandosi di una borsa di una coppia di serial killer mitomani che emulano altri serial killer e finisce in una sala da té gestita da una coppia di giovani donne: Susan, Tonia e gli amici Hamisch e Crowther verranno trascinati nel vortice di eventi assurdi che, apparentemente, Dirk domina senza battere ciglio.

In tutto questo il detective verrà a contatto con degli smartphone dorati che risucchiano l'anima dei barboni e, direttamente dalla mostra sull'Egitto in programma nel vicino Museo di Storia Naturale di San Diego, con due membri originali dell'affascinante civiltà sul Nilo capaci di tornare in vita assorbendo l'essenza vitale di altre persone.
E questa non è nemmeno la parte più strana della storia.

Tavola del fumetto Dirk GentlyIDW/saldaPress
La minaccia arriva dall'antico Egitto

Il progetto attorno a Dirk Gently, composto anche da questi albi, si allarga alla TV e coinvolge la serie omonima con Elijah Wood e curata da Max Landis. Proprio lo sceneggiatore e regista, a capo dello show americano, ricoprirà il ruolo di producer anche della versione a fumetti di Dirk Gently. Questo primo albo, inoltre, ha potuto godere anche della supervisione di Arvid Ethan David, produttore della serie TV.
Tutto è interconnesso, vedete?

Inutile dire che gli omaggi ad Adams in questo primo volume sono tanti, tantissimi: non c'è nessun vuoto intento citazionista però, solo un omaggio devoto e rispettoso ad un autore geniale. Nelle pagine del fumetto, in due vignette, lo vediamo in carne ed ossa - per modo di dire - mentre ci sorride con il suo ben noto fare assorto. Non devo spiegarvi da dove arriva la spilletta su cui campeggia il numero 42 che indossa, giusto?

Douglas Adams in Dirk GentlyIDW/saldaPress

Ma non è tutto, ci sono anche il cronoviaggiatore Reginald Chronotis (presente nel primo libro di Dirk Gently) e il riferimento ad un certo Dottore: si tratta della famosa serie britannica Doctor Who, per cui negli anni '70 Adams ha sceneggiato alcuni episodi che non andarono mai in onda. E ancora, i riferimenti della relazione fra Thor e l'agente speciale Kate Schechter della CIA vengono direttamente da La Lunga oscura pausa caffè dell'anima.
Di riferimenti allo scrittore di Cambridge ce ne sono - giustamente - a bizzeffe.

L'ironia pervade le battute del fumetto, con un ritmo piuttosto sostenuto che incolla il lettore alle pagine: è letteralmente impossibile immaginare cosa succede, man mano che la storia si dipana, e la curiosità viene costantemente stimolata. Risultato: come succede con il libro, si DEVE continuare a leggere.

I disegni e i colori sono vibranti e, spesso, danno vita a pagine dalla struttura non convenzionale ma di grande impatto. La "sostituzione" delle matite avviene tra il capitolo 2 e 3, è vero, ma onestamente la continuità è tale - oppure la storia è talmente avvincente - che non si nota quasi la differenza fra la mano di Akins e quella di Kyrizias.

Dirk Gently, nel fumetto, con una torcia in manoIDW/saldaPress
C'è sempre un motivo per tutto...

Insomma, questo volume rende omaggio (e onore) a Douglas Adams e a un suo personaggio folle ma irresistibile. È un ottimo spin-off - passatemi il termine - dei romanzi che, una volta terminato, lascia tanta voglia di vedere Dirk di nuovo in azione.

Il titolo della prossima avventura dell'investigatore più cialtrone d'oltremanica è Dirk Gently: Un cucchiaio troppo corto e fa già ben sperare.
Attendo con ansia un divano incastrato nelle scale, non deludetemi.

Dirk Gently - Agenzia di Investigazione Olistica Vol.1, 128 pagine a colori brossurato, è in vendita presso le librerie, le fumetterie e sullo shop online di saldaPress.

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